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Antonio Bido: Incontro con l’Autore (con intervallo musicale)

Dopo aver affrontato tutti o quasi i generi cinematografici, e prima di ritornare con Funérailles al thriller degli inizi, Antonio Bido si misura tra il 2014 ed il 2021 con il videoclip ma con un approccio molto originale: sceneggiando brani di musica classica eseguiti al pianoforte (dopo il cinema, un’altra sua passione, assieme alla barca a vela).

Nel corso di un “Incontro con l’Autore”, realizzato nell’ambito dei Mercoledì culturali della Biblioteca, presentiamo una selezione di tre realizzazioni particolarmente avvincenti di questa incursione del regista nel mondo dei videoclip, già esplorati in gioventù con le prime sperimentazioni d’avanguardia.

Coerentemente con la sua passione per il genere noir che ha caratterizzato i suoi primi due successi (Il gatto dagli occhi di giada e Solamente nero) quanto il recente ritorno sulle scene (Funérailles), abbiamo selezionato la pregevole sceneggiatura della Dance macabre di Saint-Saëns per accostarla a due esecuzioni per piano di impianto scenografico completamente dissimile, quanto altrettanto pregevole.

Il regista

Antonio Bido, nato a Padova nel 1949, si interessa al cinema fin da giovanissimo e si laurea in lettere e filosofia con una tesi sul cinema italiano. Nel periodo universitario realizza diversi cortometraggi, dove sperimenta l’uso di tecniche e linguaggi originali come nei videoclip ante litteram “Moto Perpetuo” e “Capricci”, e due lungometraggi sperimentali: “Dimensioni”, 1970 e “Alieno da”, 1971 che riscuotono numerosi premi.
Nel 1972 collabora con il regista Giuseppe Ferrara (del quale è aiuto regista nel film “Faccia di spia”) nella realizzazione di diversi documentari tra cui “La città del malessere” che vince il Nastro d’argento.
Raggiunge il successo con due thriller diventati cult: “Il gatto dagli occhi di giada”, 1977 e “Solamente nero”, 1978.
Seguono 40 anni di ininterrotta attività cinematografica con numerosissimi documentari (un centinaio), pubblicità e videoclip intervallati dai lungometraggi: “Barcamenandoci”, 1983; “Mak π 100”, 1986; “Blue Tornado”, 1990.
Nel 2020 racconta questa vita “intrisa” di cinema in tutte le sue forme con un’autobiografia filmata: “I miei sogni in pellicola”, presentata al 40° Torino Film Festival.
Il film “Funérailles”, 2023 rappresenta in fondo il coronamento di quei “sogni in pellicola” e un ritorno, per certi versi, al linguaggio sperimentale degli esordi.  É stato presentato, in prima assoluta in Grecia, il 21.6.2025 a Leros.

I videoclip
Ennio Morricone: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto – trascrizione per piano

L’imputato dubita della sua colpa. E’ umano… Chi può dire di
conoscere se stesso, le proprie colpe?
COLPEVOLE
bisogna confessare… c’è sempre qualcosa da confessare
COLPEVOLE
Ha dato voce al silenzio, alla passione, alla nostalgia,
esaltato la follia, provocato l’estasi…
giusta quanto inevitabile punizione
COLPEVOLE

al pianoforte: Roberto Prosseda

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[versione integrale = 3’58”]

versione orchestrale

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Ennio Morricone dirige l’orchestra Roma Sinfonietta – Venezia, 2007

Diretto da Elio Petri e interpretato da Gian Maria Volonté. esce nel 1970 agli inizi degli “anni di piombo” vincendo il Premio della Giuria a Cannes, l’Oscar al miglior film straniero, David di Donatello e Nastri d’Argento alla regia ed al protagonista maschile.

Uno dei film più noti e rappresentativi del periodo d’oro del cinema italiano, costituisce il primo capitolo della cosiddetta "trilogia della nevrosi" di Elio Petri e Ugo Pirro, e si avvale di una superba colonna sonora di Ennio Morricone che ne cura anche una trascrizione per piano.

Un affascinante esercizio di stile al servizio di una sorta di sferzante racconto filosofico, che assume a tratti accenti da pamphlet contro l'ipocrisia del potere.

Camille Saint-Saëns: Danse macabre Op. 40 – trascrizione per piano di Franz Liszt

Un giovane pianista ha scelto di sfidare chi, moderna Parca del terrore,  cerca di imbrigliarlo nella rete di un destino di cui  vorrebbe essere padrona. E’ la partita a scacchi che ogni uomo-pedina gioca con se stesso quando sceglie di essere ciò che desidera. E’ una danza macabra con la Morte che “si fa bella” per ingannarlo, sedurlo. Invano, perché ci sarà vita finché ci saranno le note e le persone per raccontarla in musica.

al pianoforte: Axel Trolese

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[versione integrale – 13’26”]

versione orchestrale

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Orchestre Philharmonique de Radio France diretta da Jean-François Zygel

Il poemetto in quartine Égalité, Fraternité è pubblicato nella raccolta Mélancolie (Alphonse Lemerre - Paris, 1868)

 

Zig et zig et zag, la mort en cadence / Frappant une tombe avec son talon, / La mort à minuit joue un air de danse, / Zig et zig et zag, sur son violon.

 

Le vent d'hiver souffle, et la nuit est sombre, / Des gémissements sortent des tilleuls; / Les squelettes blancs vont à travers l'ombre / Courant et sautant sous leurs grands linceuls,

 

Zig et zig et zag, chacun se trémousse, / On entend claquer les os des danseurs, / Un couple lascif s’assoit sur la mousse / Comme pour goûter d'anciennes douceurs.

 

Zig et zig et zag, la mort continue / De racler sans fin son aigre instrument. / Un voile est tombé! La danseuse est nue! / Son danseur la serre amoureusement.

 

La dame est, dit-on, marquise ou baronne. / Et le vert galant un pauvre charron - / Horreur! Et voilà qu'elle s'abandonne / Comme si le rustre était un baron!

 

Zig et zig et zig, quelle sarabande! / Quels cercles de morts se donnant la main! / Zig et zig et zag, on voit dans la bande / Le roi gambader auprès du vilain!

 

Mais psit! tout à coup on quitte la ronde, / On se pousse, on fuit, le coq a chanté / Oh! La belle nuit pour le pauvre monde! / Et vive la mort et l'égalité!

Charles Gounod: Marche funèbre d’une marionnette – composizione originale per piano

Una marionetta immagina di possedere un’anima giocosa e sensuale. 
Al burattinaio il crudele compito di toglierle ogni illusione di vita, 
al pianista quella di ricordarla con l’irriverente interpretazione
di una marcia funebre a lei dedicata.

al pianoforte: Roberto Prosseda

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[versione integrale – 5’59”]

versione orchestrale

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Taipei Symphony Orchestra diretta da Ibrahim Yazici

Scritta originariamente per pianoforte (1872) è stata poi arrangiata per orchestra dallo stesso autore (1879).

È la parodia di una marcia funebre dell'opera italiana, suddivisa in parti con diverse indicazioni di programma:

- un'introduzione (La marionnette est cassée! // Murmure de regrets de la troupe);

- la sezione principale (Le cortège);

- una sezione centrale (Ici plusieurs des principaux personnages de la troupe s'arrêtent pour se rafraîchir);

- un finale (Retour à la maison).

 L'indicazione di tempo principale è allegretto.

Utilizzata negli anni ’20 per accompagnare numerosi film muti dell’epoca, è diventata famosissima per avere accompagnato dal ’55 al ‘62 gli episodi della serie televisiva Alfred Hitchcock presenta con il profilo del regista che si riuniva alla sua silouette.

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