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   Libertà e diritto nella Grecia antica

Conferenza di Marco Galdi ai Mercoledì Culturali della Biblioteca 

[dedicata alla memoria di Enzo Terzi]

L’evento

[dalla introduzione del S.G.]

Il tradizionale mercoledì culturale si sposta al venerdì per accogliere un ospite di eccezione in visita all’isola: il prof Marco Galdi, docente di Diritto Pubblico presso l’Università di Salerno e presidente della Società Filellenica Italiana.

Il tema che il prof Galdi propone alla nostra attenzione è contemporaneamente tra i più classici come soggetto di dibattito, ma anche tra quelli sempre attuali: i rapporti tra Libertà e Diritto. Rapporti che. in quanto conflittualità tra principi eternamente validi, partono sì dalla Grecia classica, ma giungono dritti dritti fino a noi, ai nostri giorni, senza perdere di freschezza nel dibattito, in un filo diretto che ci ricollega alle nostre origni culturali di civiltà occidentale nella quale siamo immersi volenti o nolenti, coscienti o ignari.

Si può argomentare che il concetto di Libertà come quello di Diritto vanno contestualizzati, cosa che infatti ritengo particolarmente importante quando si parla di eventi storici tout court o di concetti validi in un determinato contesto storico. E questa evoluzione viene illustrata nella conferenza di stasera.

Ad esemplificare, a simbolizzare per meglio dire, nella locandina dell’evento questo rapporto tra Libertà e Diritto ho estrapolato dalla esposizione del prof Galdi il mito di Antigone. Questo personaggio, oltre ad avere ispirato opere teatrali da Sofocle (400 ac) ad Anouilh (1941 dc), ha ispirato innumerevoli artisti, dal Pittore di Dolone del IV sec ac, al De Chirico neo-metafisico (1973). Tra queste interpretazioni figurative ho selezionato per la locandina quella illustrata da un quadro del 1825 di Sébastien Norblin, esponente della corrente neoclassica del primo romanticismo pittorico.  Mi è sembrato che questo stile si addicesse particolarmente a simbologiare il rapporto Libertà/Diritto, in quanto il Neoclassicismo costituisce una rivisitazione di miti e concetti della Grecia classica realizzata in epoca sostanzialmente “moderna”, nel senso di molto vicina al sentire contemporaneo se confrontato al periodo storico di riferimento (la saga di Tebe viene fatta risalire al periodo miceneo, 1500 ac)

L’oratore

Marco Galdi

L’argomento della relazione coinvolge particolarmente l’oratore nella sua duplice veste di giurista e di filelleno.
Marco Galdi è personaggio poliedrico, attivo su molti fronti: originario di Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno, nel Consiglio Comunale dal 1988 e capogruppo di una lista civica, ne fu sindaco per cinque anni.
É presidente onorario della prestigiosa Lectura Dantis Metelliana, punto di riferimento per gli studi danteschi da cinquant’anni, di cui è stato a lungo animatore e nell’ambito della quale continua a svolgere attività di commentatore nell’alveo della tradizione familiare (l’omonimo prozio fu insigne latinista e poeta nei primi anni del 1900).
Fondatore nel 2014 della Società Filellenica Italiana, ed in tale veste estremamente attivo nell’ambito del filellenismo in Italia, si è fatto recentemente promotore della Rete Filellenica Italiana, alla quale aderisce anche l’AIAL.
A partire dalla laurea in Giurisprudenza e dal successivo dottorato di ricerca, si è sempre interessato di Diritto Pubblico e Costuzionale in ambito accademico con vari incarichi di Docenza presso l’Università di Salerno. Esercita l’attività forense ai massimi livelli della magistratura. Fa parte della redazione e del comitato scientifico della rivista “PasSaggi costituzionali”, molto attiva anche nell’organizzazione di convegni scientifici e culturali.
Molto lungo l’elenco di partecipazioni a progetti di ricerca; le attività didattiche; le esperienze amministrative e gestionali; le pubblicazioni di saggi, monografie ed interventi a congressi e convegni.
Tra questi, cito il recente “Grecia e Italia, 1821-2021: due secoli di storie condivise”, organizzato congiuntamente da ETPbooks, AIAL e Società Filellenica Italiana.

E questo ci porta a Enzo Terzi, recentemente scomparso, alla cui memoria è dedicato l’evento.

Enzo Terzi, editore e ricercatore

Enzo Terzi

Piuttosto schivo e apparentemente perfino brusco, con il mezzotoscano e l’accento fiorentino, mi ha sempre fatto pensare a Pietro Germi. Stabilitosi in Grecia nel 2008 dopo trent’anni di assidue frequentazioni, inizia l’attività di editore in Atene e di ricercatore nell’ambito dei legami tra Italia e Grecia.
Ero riuscito a portarlo a Leros coinvolgendolo nelle presentazioni di “Portolago e dintorni” pubblicato dalla sua casa editrice, prima in greco al Theatraki di Ag.Marina e poi in italiano qui alla Biblioteca. E poichè l’auditorio era rimasto affascinato dal suo modo semplice e pacato di raccontare, una terza volta per una conferenza: “1821-1861: Italia e Grecia verso l’indipendenza”.
Credo che sia degna di citazione una sintetica ed acuta descrizione come quella dell’Ambasciatore Marras in una lettera autografa di presentazione della rivista “Periptero” da lui fondata (e in cui il prof. Galdi figura tra i collaboratori):

“Un esteta e un artigiano del libro e della parola, uomo coerente con le sue osservazioni critiche e acute della realtà, […] intraprendente non per profitto ma per saggezza e passione.”

La conferenza
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[Photo courtesy of Markos Spanos]

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